Le rose dei balcani

Tipo Produzione: 
Commedie musicali - Adulti
Le Rose dei Balcani - Copyright (C) 2013 Hamal

Le rose dei Balcani è un’opera musicale che l’Associazione ha preparato in memoria delle donne vittime di violenza militare nella guerra dei Balcani. L'opera nasce dall'interesse dell'Associazione "Grande Quercia" nei confronti della tematiche d'attualità difficili da affrontare. La sfida è quella di approcciarle secondo la forma artistica: musica – canto (solisti e coro) – recitazione. Lo scopo è di far riflettere su argomenti problematici porgendoli al pubblico in modo inusuale, usando l'arte come veicolo di comunicazione, riflessione e di confronto con la propria coscienza.

La scelta della guerra dei Balcani ha l’intento di riportare alla memoria ciò che al tempo l'Europa intera ha finto di non vedere e ora, a distanza di vent'anni, è sepolta e scordata nel libro della storia, ignorata dalle nuove generazioni, così come al tempo era stata ignorata dai loro padri e dalle loro madri.

Traccia e linguaggio dello spettacolo
L’opera musicale è stata scritta per violino, sax e chitarra. Le musiche accompagnano i vari canti e si intercalano durante tutto lo spettacolo, ponendo in risalto lo svolgersi degli avvenimenti, del dramma: la danza bosniaca, l’aggressione, gli stupri, il dolore, la paura. Tutto il dramma è interpretato con canti e recitazione da 4 donne e durante tutto lo spettacolo sullo sfondo viene proiettato un video con le immagini della tragedia bosniaca.

Il filo conduttore è la figura di un giornalista inviato nel paese in guerra da un giornale tedesco che narra ciò che ha visto e le donne che ha incontrato; soprattutto descrive con commozione l'incontro con Sada, una poetessa che ha trasformato l'orrore che ha vissuto sulla propria pelle in versi poetici.

Lo spettacolo si articola in tre momenti narrativi e artistici. Nella prima parte il linguaggio musicale introduce e rappresenta le tre culture ed etnie, le danze bosniache sono improvvisamente interrotte dalla guerra tra l'incredulità e paura. La seconda parte è segnata dalla presenza delle donne e del loro grande dramma, la violenza fisica e psicologica subita, con tutti i risvolti drammatici lasciati sulla loro anima e sul loro corpo. La terza parte pone in rilievo la lotta interiore della scelta non facile di tenere il figlio frutto della violenza, darlo in adozione o abortirlo.