Formazione ai Diritti Umani Gruppo Ragazzi

Gli educatori hanno un ruolo fondamentale nel promuovere lo sviluppo della consapevolezza di essere parte integrante di una umanità dove l’altro è portatore degli stessi bisogni e diritti fondamentali che ognuno avverte come propri. È necessario riflettere da un lato sui temi e problemi dell’educazione ai diritti umani e contemporaneamente promuovere e favorire la concreta traduzione in comportamenti dei valori appresi. Ma non è scontato e semplice concretizzare tale finalità all’interno delle diverse agenzie educative, in primis la scuola. Il problema è come riuscire a far sì che l’educazione ai diritti umani sia una pratica fondamentale e continuativa della vita scolastica, formando persone capaci di riconoscere e rispettare efficacemente ed effettivamente i diritti umani. É necessario un sistema formativo integrato, con famiglia, scuola, enti locali, ecc. con un obiettivo pedagogico comune. La famiglia è il primo ambiente educativo dove si educa ai diritti umani. Nella scuola si sperimenta la prima convivenza con la diversità ed è necessario accanto al diritto all’istruzione, insegnare il diritto all’uguaglianza e il diritto alla diversità, per un traguardo di convivenza civile e democratica. Bisogna poi tradurre in comportamenti tali Diritti renderli riconoscibili nell’agire collettivo, senza la paura di ricorrere ad eventuali sanzioni per chi non li rispetta. I diritti vanno insegnati perché solo così vengono universalmente riconosciuti. Si rispetta ciò che si conosce e si riconosce. L’informazione li diffonde, li rende visibili. La formazione li rende vissuti e personali, aiuta a farli propri, e ciò può avvenire attraverso il contatto con esperienze, storie. E’ legittimo chiedersi se le attuali strutture scolastiche con i loro programmi, talora eccessivamente nozionistici e sovraccarichi di tematiche saranno in grado, negli orari assegnati, di produrre quella formazione delle coscienze da cui potrà scaturire il cittadino consapevole e responsabile chiamato a realizzare questo nuovo mondo. Grazie al coinvolgimento di tutta la scuola i diritti umani possono essere integrati nel curriculum e nelle attività extracurriculari, in modo che ognuno abbia l'opportunità di apprendere i diritti umani e di attivarsi concretamente per promuoverli. In una "Scuola amica dei diritti umani" i giovani sono invitati a stabilire quali sono i propri diritti, a condividerli con gli altri e a farli rispettare dentro e fuori l'ambiente scolastico. La scuola dovrebbe contribuire a formare una società consapevole e responsabile rispettosa dei diritti sociali, ma anche ambientali. Infatti l'ambiente è connesso strettamente con il valore della vita umana, dal momento che, qualora le risorse ambientali fossero distrutte, perché sperperate o alterate in modo irreversibile, sarebbe la stessa vita umana a trovarsi in pericolo.

In questa prospettiva, in quanto educatrice di scuola primaria , mi sono chiesta come trasmettere valori come giustizia, equità e uguaglianza, ai miei alunni, perché basta guardarsi intorno per vedere come i diritti fondamentali previste dalle Carte internazionali, siano continuamente violati.

Nel marzo del 2013 incontro la signora Kathleen Kennedy, figlia dell'ex senatore Robert Kennedy invitata a Trento dalla Fondazione Caritro. In quell'occasione la dott.ssa Valentina Pagliai, responsabile della Fondazione RFK con sede a Firenze, presenta il progetto “Speak Truth To Power”- coraggio senza confini. Il progetto, iniziativa globale del RFK Center for Justice and Human Rights, attraverso le esperienze e le storie si coraggiosi difensori di tutto il mondo, mira ad educare gli studenti e le comunità sui diritti umani. Prevede inoltre un manuale educativo per la scuola primaria, nel quale si incoraggiano i governi, le organizzazioni e la scuola a sostenere i diritti umani con la speranza di creare dei cambiamenti. Lo scopo è quello di aiutare i bambini a comprendere e rispettare le diversità con cui convivono quotidianamente, aiutarli a creare collegamenti tra le attività quotidiane e i diritti umani, riconoscendo il valore della giustizia sociale.

Questo incontro diventa fondamentale per la successiva collaborazione tra il FRK e la scuola in cui opero.

Nel maggio dello stesso anno partecipo con delle colleghe ad un seminario a Firenze, nella sede della Fondazione RFK per una formazione personale sui diritti umani.

L'anno successivo il 17 marzo, la Fondazione RFK viene invitata a Rovereto (Tn) per presentare il progetto educativo sui diritti umani, “Speak Truth To Power”, alle scuole primarie e secondarie di primo grado. L'iniziativa è promossa dall'Associazione Grande Quercia di Rovereto (Tn), con cui collaboro da qualche anno, e sostenuta dall'Assessorato all'istruzione e alla cultura della Provincia di Trento e la Fondazione Caritro di Rovereto (Tn).

Con i ragazzi del teatro si è cercato in questi anni di costruire uno spazio-dialogo in cui accogliere le domande e le riflessioni degli stessi rispetto a tematiche tanto importanti quanto per certi versi scomode riguardanti la realtà vicina o dei popoli più lontani, portare loro incontro la possibilità di prendere consapevolezza del mondo nel quale si vive per poter fare scelte sempre più libere e consapevoli. Nei periodi estivi con il gruppo ragazzi si è organizzato dei momenti di vita comune lontani da casa, dei campi estivi, nei quali sperimentare concretamente e quotidianamente la condivisione, la collaborazione, l'autonomia, il senso di responsabilità, la fatica, la volontà, il rispetto reciproco. La volontà è quella di formare dei cittadini responsabili e attivi, capaci di portare nel mondo con le loro azioni ciò che con le loro voci denunciano sul palcoscenico.

Nell'anno scolastico 2014-15 io e alcune colleghe abbiamo promosso il progetto educativo “Mondo fa rima con noi” che vedeva coinvolti gli alunni delle classi della scuola primaria di Volano (Tn). Il progetto è stato suggerito dalla lettura delle proposte contenute nel manuale” Coraggio senza confini” della RFK e ha previsto dei percorsi didattici, laboratori, giochi e attività pratiche attraverso cui gli alunni hanno potuto conoscere le esperienze e le storie di coraggiosi difensori di tutto il mondo, di donne e uomini che si sono battuti e si battono per valori quali giustizia, equità e uguaglianza, riconoscere i bisogni primari e i diritti inalienabili per ognuno, riconoscere le Carte Internazionali in difesa dell'individuo ed esercitare in modo attivo il proprio ruolo di cittadini nella nostra società. Il percorso si è concluso con una mostra artistica delle opere realizzate dagli alunni, aperta al pubblico il 14 maggio 2015, presieduta dalla Fondazione RFK e sostenuta dall'Associazione Grande Quercia e dal Comune di Volano (Tn).

Il tema dei diritti umani è molto attuale e le cronache quotidiane , sia nelle zone più povere del Pianeta, che in quelle più evolute, ne sono la triste prova. Occorre la volontà di portare avanti questo lavoro con i ragazzi, consapevole del ruolo importante di educatore nel formare le coscienze.
 

Una persona può cambiare le cose.                                      

E tutti noi dovremmo provarci.

— R.Kennedy

 

Michela Comai